Home » Terra sospesa. In un libro le voci e le storie di chi vive la guerra in Ucraina

Terra sospesa. In un libro le voci e le storie di chi vive la guerra in Ucraina

Firenze

03/09/2026

Ci siamo abituati a pensare all’Ucraina come a un bollettino di guerra fatto di città conquistate e perdute, caduti senza nome, strade deserte e edifici distrutti che una volta erano stati case, scuole, uffici o comunque contenitori quotidiani della vita di qualcuno. In "Terra Sospesa. Voci e storie dall’Ucraina in guerra" (Mauro Pagliai Editore), il nuovo libro di Alessio Poggioni si attraversa l’Ucraina percorrendo una strada inversa, spegnendo per un momento il frastuono della geopolitica e lasciando parlare le persone.

L’idea nasce da due viaggi compiuti dall’autore, il primo nel 2023 al seguito di una missione umanitaria dell’organizzazione Croce Viola, il secondo l’anno successivo per la realizzazione del documentario Hung Land. Due occasioni di incontro diretto con le persone, durante le quali vengono raccolte testimonianze poi conservate nella loro autenticità, con esitazioni, pause e silenzi dai significati profondi. Ne scaturiscono fotografie di uomini e donne sorpresi nel mezzo di un'esistenza che la guerra ha congelato.

LE STORIE

Marina, per esempio, viene da Mariupol. Ha trascorso un mese in cantina con i figli, senza sapere se sarebbe mai riuscita a uscire da lì. Ricorda l’acqua bevuta dal sistema fognario, il cibo finito, gli aerei sopra la testa e un cortile trasformatosi in cimitero. Ma forse la guerra si racconta meglio quando parla dell’attesa per il marito Vitali, mandato al fronte: “Ti siedi e conti i giorni: uno, due, tre…”. Lui le aveva detto che, se non lo avesse sentito per più di dieci giorni, avrebbe dovuto chiamare il comandante. Marina racconta di addormentarsi e svegliarsi terrorizzata, sempre accanto al telefono. Maria, bracciante di 43 anni, ha perso il figlio ventunenne al fronte: “I medici mi dissero che non c’era il corpo… Non ci credevo affatto. Allora tornammo a casa, e chiamai la base militare, cercando di raggiungere il comandante. Quando finalmente mi risposero mi dissero: Mi dispiace. Nykola, detto Falco, purtroppo è morto”.

È questa l’Ucraina raccontata da Poggioni. Quella delle telefonate che non arrivano, delle famiglie divise, dei bambini cresciuti nei rifugi, delle case che esistono ormai soltanto nella memoria. Una terra dove si continua a vivere senza alcuna certezza nel domani. L’autore sceglie il termine “sospesa” per indicare questa terra, perché la guerra cristallizza le vite in un limbo, tra ciò che si era prima e un futuro impossibile da prevedere. E perché, scrive, la guerra è soprattutto “uno spreco. Di vite, di sogni, di passioni, di esistenze, di conoscenza, di speranza, di possibilità”. 

ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI TOSCANALIBRI

Per continuare a rimanere aggiornato sui principali avvenimenti, presentazioni, anteprime librarie iscriviti al nostro canale e invita anche i tuoi amici a farlo!

Libri collegati

Autori collegati

Condividi su: