Nell’ambito della mostra itinerante antologica Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina - che proprio il 25 giugno compie un anno di vita attraverso le tappe di Firenze, Viareggio, Pisa, Montecatini, Lucca e Seravezza – e che prosegue fino al prossimo 12 luglio alle Scuderie Granducali di Seravezza, mercoledì 24 giugno, alle 17.30 è in programma la presentazione del libro di Alfredo Catarsini “Tra l’incudine e il martello”, al termine della quale è in programma una visita guidata gratuita alla mostra.
Si intitola “Libri a Palazzo” la rassegna editoriale che si svolge allla Biblioteca comunale Sirio Giannini di Seravezza. Mercoledì 24 giugno, alle 17.30 la giornalista e scrittrice Elena Torre presenterà il libro di Alfredo Catarsini “Tra l’incudine e il martello”, di cui ne ha curata l’edizione per La nave di Teseo. All’incontro presenzierà anche Elena Martinelli, presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS.
La presentazione, e la concomitante mostra allestita alle Scuderie Granducali, offrono un’occasione unica per approfondire non solo l'opera pittorica, ma anche la statura letteraria e la sensibilità narrativa del Maestro viareggino. Presentato a fine aprile per la prima volta a Lucca, alla presenza di Vittorio Sgarbi che ne ha scritto la prefazione, il libro è ambientato nella Viareggio degli anni Venti e restituisce la voce a una comunità sospesa tra povertà, sogni e repressione.
Protagonista è Gregorio, un giovane fabbro che lavora il ferro nella sua fucina sognando di trasformarlo in arte. Attraverso le vicende di Gregorio e della moglie Costanza, Catarsini racconta l’ascesa dei movimenti operai e il progressivo soffocamento delle libertà sotto il nascente regime fascista. Tra lotte sociali, arresti arbitrari e un lungo processo a Roma, il protagonista troverà nel mare l’unico spazio di libertà rimasto. Scritto originariamente negli anni Settanta e rivisto dallo stesso Catarsini nel 1984, che ne affidò la cura futura alla nipote Elena, il romanzo nasce dalla volontà di testimoniare le continue agitazioni di piazza che segnarono il dopoguerra italiano.
L’autore descrive i suoi personaggi come esseri anarcoidi, intelligenti e analfabeti, simboli di un’anarchia romantica radicata nel quartiere più povero di Viareggio, tra la darsena vecchia e la Torre Matilde. “Spero che il lettore possa recepire l’umana umiltà con la quale sono stati descritti i fatti - scrive Catarsini nella sua premessa del 1984 -, quell’umiltà che si identifica con la verità, talora tragica”.
Da segnalare che nel romanzo compaiono anche due riferimenti autobiografici di grande rilievo: la prigionia del fratello Gino, ingiustamente accusato di aver fomentato sommosse tra i lavoratori della darsena, e la figura del suo maestro Lorenzo Viani (Lorenzaccio), grande pittore e scrittore che, nonostante non sia un personaggio principale, emerge con forza e ci viene qui restituito in tutta la sua veracità e nel suo temperamento unico che vediamo riverberato nella sua arte.
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