Ad oltre trent'anni dalla scomparsa, torna alla luce l'opera di Alceste Angelini (1920-1994), figura significativa della cultura italiana del Novecento, grazie ad un volume edito da San Marco dei Giustiniani che per la prima volta riunisce tutte le sue poesie e traduzioni dal greco.
L'evento, promosso dal Quartiere Travaglio con il patrocinio del Comune di Montalcino, si terrà sabato 10 gennaio alle 17 al Teatro degli Astrusi e vedrà la partecipazione di Luca Lenzini, curatore del volume, critico letterario e docente all'Università di Siena, Presidente del Concorso di poesia "Il Vignolo"; Moreno Lifodi, presidente dell'Associazione Italiana Cultura Classica di Siena; Antonio Prete, critico letterario e docente di letteratura all'Università di Siena, a cui Angelini dedicò una traduzione sul tema della nostalgia; Alberto Olivetti, docente di Estetica all'Università di Siena e studioso dell'opera di Angelini.
Esordire nel 1946, nell'immediato dopoguerra, con una raccolta di liriche e traduzioni dal greco era un gesto ardito, "quasi una sfida, di natura gentile e delicata, all'asprezza dei tempi". Così Alessandro Fo definisce la sortita letteraria di Angelini, giovane poeta ventiseienne che scelse di proporre armonia classica in un'epoca di macerie.
Esordio controcorrente che risponde con lirismo classico in un'epoca difficile con un atteggiamento di understatement e riserbo elegante. Amico di Montale, Luzi, Sbarbaro, Gadda, supera la semplice giustapposizione tra poesia originale e traduzione, utilizzando quest’ultima come nutrimento della propria musa poetica.
Ciò che rende Angelini un caso unico nella poesia italiana è il suo rapporto con la traduzione: non semplice esercizio accademico affiancato alla creazione originale, ma "un'unica, unitaria prospettiva" in cui antico e moderno dialogano e si fondono. Le sue versioni dai lirici greci – Saffo, Archiloco, Ibico, Mimnermo – e dai poeti ellenistici come Asclepiade e Callimaco non sono semplici trasposizioni, ma vere "riappropriazioni creative".
Classe 1920 Alceste, dopo un’infanzia e una giovinezza trascorse a Montalcino, frequentò l’università a Firenze laureandosi in linguistica con la tesi “Saggio di lessico montalcinese” - che sempre il quartiere Travaglio nel 2000 ha ripreso e ristampato come prezioso documento del vernacolo montalcinese tipico della prima metà del secolo. - Successivamente, da raffinato letterato e affermato grecista, ha tradotto per Einaudi Callimaco, Asclepiade, Euripide. All’attività di traduttore ha affiancato quella di poeta, con rare e meditatissime edizioni, in volumetti editi in un arco di tempo che va dal 1946 al 1993.
ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI TOSCANALIBRI
Per continuare a rimanere aggiornato sui principali avvenimenti, presentazioni, anteprime librarie iscriviti al nostro canale e invita anche i tuoi amici a farlo!
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.