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Verità distorte, dietrologie e falsi misteri nella storia d’Italia. Se ne parla al Teatro dei Differenti

Domenica 5 luglio alle 19

Barga

19/06/2026

Un evento che, nell'ambito della diciannovesima edizione del festival Tralerighe di Barga, unisce storia, cronaca giudiziaria e ricerca. Andrea Giannasi presenterà “Verità distorte” (Tralerighe libri editore), il saggio curato da Gianremo Armeni, con i contributi di Massimiliano Griner, Vladimiro Satta, Thomas Bisaschi, Federico Boffi Lucarelli, Vincenzo Scalia, Davide Steccanella, Aldo Torchiaro, Daria Lucca, Paolo Miggiano, Gabriele Paradisi e Lupo Rattazzi. Un libro legato ai grandi fatti che ancora oggi fanno discutere: dallo sbarco in Sicilia a Pasolini, da Mattei a Moro, da Ustica alla trattativa stato mafia. L’appuntamento è per domenica 5 luglio alle 19 nel foyer del Teatro dei Differenti.

I grandi "misteri d'Italia" sarebbero spesso il prodotto di letture retrospettive, con un uso selettivo degli indizi, la sovrainterpretazione delle anomalie e la ricerca costante del "grande regista occulto". Alla fine tutto è sempre un complotto. Il saggio “Verità distorte” svela in maniera semplice razionale molti di questi “misteri” restituendo alla narrazione una parte concreta e non misteriosa e legata al sospetto.

L’INCONTRO

Si parlerà di vicende che ancora oggi sembrano (in parte volutamente) avvolte da nebbie e misteri. In realtà rileggendo i documenti e gli atti processuali spesso emerge un’altra verità. Dal padre di tutti i complotti: lo sbarco alleato in Sicilia del 1943 e la teoria dell'accordo tra mafia e Alleati per preparare lo sbarco in Sicilia - considerata un mito politico e culturale -, al falso attentato a Enrico Mattei. La morte del capo dell’ENI è stata trasformata nel tempo in una leggenda nazionale, fino a diventare quasi automaticamente un attentato politico-mafioso-internazionale.

Dal boomerang chiamato Piano Solo che non sarebbe stato un vero tentativo di colpo di Stato, ma un piano di emergenza successivamente reinterpretato come prova di una svolta autoritaria al delitto Pasolini progressivamente circondato da narrazioni complottiste che attribuiscono il delitto a segreti politici e industriali. Per giungere al caso Moro tra specchi deformanti e ossessioni enigmistiche che fanno dell’omicidio del segretario della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse il più grande laboratorio del complottismo italiano.

Poi la strage di Ustica con la narrazione della battaglia aerea come verità definitivamente accertata. E ancora giungendo al frutto impazzito del caso Moro, ovvero l'omicidio Mattarella progressivamente inglobato nello schema complottista sviluppato attorno alla morte dell’esponente DC. Infine l’annosa questione della trattativa Stato-mafia e le interpretazioni che descrivono la stagione delle stragi come il prodotto di una trattativa organica e strutturata tra Stato e mafia.

Tutti i capitoli del libro ruotano attorno alla stessa idea: i grandi misteri italiani non vengono negati come eventi storici reali, ma vengono sottratti alla lettura complottista che attribuisce ogni fenomeno a regie occulte onnipotenti. Dunque una scrittura razionale legata ai fatti e alle verità emerse senza ombre, nebbie o cortine fumogene.

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