La corrispondenza epistolare fra due intellettuali amiatini di grande prestigio: il filosofo di Piancastagnaio Giacomo Barzellotti (1844-1917) e il suo amico, lo scrittore originario
di Santa Fiora, Mario Pratesi (1842-1921) dal 1866 al 1917, anno in cui il filosofo morì a Piancastagnaio. Mario Pratesi, è stato scrittore preminente della letteratura toscana dell’ultimo ottocento, considerato dalla critica il “Verga toscano”, e l’altro, Giacomo Barzellotti, “l’elegantissimo narratore e ragionatore, uno degli ingegni più compiti, più musici, più platonici che sia apparso in Italia mai”, – come scriveva su di lui il poeta Giovanni Pascoli. Barzellotti fu filosofo insigne, docente universitario in varie università italiane (Pavia, Roma, Napoli), socio dell’Accademia dei Lincei dal 1899, e senatore del Regno. Morì a Piancastagnaio il 19 Settembre 1917.
A cura di Francesco Rossi
25,00 €
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La corrispondenza epistolare fra due intellettuali amiatini di grande prestigio: il filosofo di Piancastagnaio Giacomo Barzellotti (1844-1917) e il suo amico, lo scrittore originario
di Santa Fiora, Mario Pratesi (1842-1921) dal 1866 al 1917, anno in cui il filosofo morì a Piancastagnaio. Mario Pratesi, è stato scrittore preminente della letteratura toscana dell’ultimo ottocento, considerato dalla critica il “Verga toscano”, e l’altro, Giacomo Barzellotti, “l’elegantissimo narratore e ragionatore, uno degli ingegni più compiti, più musici, più platonici che sia apparso in Italia mai”, – come scriveva su di lui il poeta Giovanni Pascoli. Barzellotti fu filosofo insigne, docente universitario in varie università italiane (Pavia, Roma, Napoli), socio dell’Accademia dei Lincei dal 1899, e senatore del Regno. Morì a Piancastagnaio il 19 Settembre 1917.
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