Cilastro che sapeva leggere è il frutto di una indagine nel mondo degli “esclusi” dalla scrittura nella Toscana fra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna. Il soggetto principale sono gli abitanti della campagna, una fascia per la quale si è postulato un generalizzato sprofondamento nel mondo dell’alfabetismo. Al contrario, il volume mostra una insospettabile vitalità nel cuore delle campagne toscane dove fioriscono scuole rurali, dove circola cultura scritta e dove un numero relativamente (e insospettabilmente) alto di persone ha dimestichezza con l’alfabeto. La situazione delle campagne è messa, inoltre, a raffronto con quella di altre fasce tradizionalmente ritenute marginali rispetto alla cultura scritta: i subalterni di città e le donne.
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Cilastro che sapeva leggere è il frutto di una indagine nel mondo degli “esclusi” dalla scrittura nella Toscana fra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna. Il soggetto principale sono gli abitanti della campagna, una fascia per la quale si è postulato un generalizzato sprofondamento nel mondo dell’alfabetismo. Al contrario, il volume mostra una insospettabile vitalità nel cuore delle campagne toscane dove fioriscono scuole rurali, dove circola cultura scritta e dove un numero relativamente (e insospettabilmente) alto di persone ha dimestichezza con l’alfabeto. La situazione delle campagne è messa, inoltre, a raffronto con quella di altre fasce tradizionalmente ritenute marginali rispetto alla cultura scritta: i subalterni di città e le donne.
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