Sul principio del Cinquecento l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore conobbe la sua stagione artistica più fulgida, segnata dal completamento del ciclo di affreschi del chiostro grande, per opera del Sodoma, e dalla realizzazione del nuovo coro monastico di fra Giovanni da Verona. La fine di questo momento irripetibile non coincise, però, con l’inizio di un inesorabile declino.
Al contrario, la casa madre dell’ordine olivetano continuò a distinguersi per vivacità e resilienza, riuscendo pure a far fronte ai venti contrari della storia, senza mai smarrire la propria specificità. Le pagine di questo libro intendono rendere conto di ciò, seguendo le evoluzioni del cenobio fino al riconoscimento del culto ab immemorabili di San Bernardo Tolomei (1644), che di Monte Oliveto era stato il fondatore, con uno sguardo alle logiche di committenza, ai contesti perduti e ai rapporti sempre mutevoli tra opere e funzione degli spazi.
35,00 €
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Sul principio del Cinquecento l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore conobbe la sua stagione artistica più fulgida, segnata dal completamento del ciclo di affreschi del chiostro grande, per opera del Sodoma, e dalla realizzazione del nuovo coro monastico di fra Giovanni da Verona. La fine di questo momento irripetibile non coincise, però, con l’inizio di un inesorabile declino.
Al contrario, la casa madre dell’ordine olivetano continuò a distinguersi per vivacità e resilienza, riuscendo pure a far fronte ai venti contrari della storia, senza mai smarrire la propria specificità. Le pagine di questo libro intendono rendere conto di ciò, seguendo le evoluzioni del cenobio fino al riconoscimento del culto ab immemorabili di San Bernardo Tolomei (1644), che di Monte Oliveto era stato il fondatore, con uno sguardo alle logiche di committenza, ai contesti perduti e ai rapporti sempre mutevoli tra opere e funzione degli spazi.
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