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Aquiloni

“È meglio che non lo dici a nessuno, tranne a te stessa. Tua madre ne morirebbe”. Una spiaggia, distesa infinita di grigio, infilzata da ombrelloni chiusi. Un mare, mantello color livido. Un sole, regalo incartato. Due aquiloni sono distesi sulla sabbia; il più grande ha i colori della vela un po’ sbiaditi, come quelli di una vecchia fotografia. Ha subito, accolto e attraversato tanti raggi di sole e il vento. Lo scheletro di legno è un’ po’ insecchito, roso dal tempo.

Il piccolo ha colori così sgargianti che sembra essere stato appena dipinto, ha volato sempre all’ombra del grande. L’ombra lo ha protetto dai raggi del sole e dal vento. L’ombra non gli ha permesso di attraversare i raggi del sole, di sentire sulle vele il calore e di accogliere il vento in tutte le sue parti. L’ombra è l’abbraccio del grande aquilone, abbraccio che con il tempo è diventato anche gabbia. Il grande aquilone lo vuole proteggere e gli ricorda quanto gli è costato garantirgli l’ombra e a quanti voli ha dovuto rinunciare per questo.

Il grande vuole per il piccolo quel volo eccezionale che avrebbe tanto voluto fare lui, se solo non avesse avuto l’impegno di garantirgli l’ombra. Il piccolo aquilone si sente in colpa, piange e un aquilone bagnato non vola. Vorrebbe attraversare e accogliere i raggi del sole. Vorrebbe sentire sulle vele il calore. Vorrebbe accogliere il vento in tutte le sue parti. Vorrebbe che il grande lo ritenesse pronto per poter volare da solo, un volo libero…

Il piccolo prova ad alzarsi da solo ma il grande è subito pronto, lo abbraccia e volano insieme. Ad un tratto vedono arrivare un cono di nuvole che tocca la spiaggia e il cielo, in un attimo il sole è ancora più incartato e tutto cambia colore. Il piccolo aquilone chiude gli occhi dalla paura e… si trova a volare da solo. Vede la spiaggia che accoglie ombrelloni colorati, sembrano fiori. Vede il mare morbido e invitante. Vede il cielo che ha tutte la sfumature dell’azzurro. Vede il sole, un regalo caldo e sorprendente. Vola sorridendo, vola senza ombra, vola senza abbraccio, vola senza gabbia. Vola libero.

Svegliati pigrone! Gli urla il grande aquilone, il piccolo si sveglia e… era un magnifico sogno, era un bruttissimo sogno. Non riesce a guardare il grande, se solo immaginasse il sogno il dolore lo spezzerebbe. Il piccolo aquilone si sente in colpa, piange e un aquilone bagnato non vola. I giorni passano, i due aquiloni sono sempre insieme, il grande tiene abbracciato il piccolo, il piccolo tiene abbracciato il suo sogno dolce amaro. Il piccolo aquilone ora è chiuso dentro due gabbie, l’abbraccio del grande e il suo sogno.

Un giorno iniziò a muoversi sulla sabbia, si alzò da solo sotto lo sguardo sorpreso del grande, andava sempre più in alto, stava prendendo il volo e urlò: mamma, mi hai sempre tenuto abbracciato, grazie, ma non posso più volare sotto la tua ombra e non potrò mai volare il tuo volo, quel volo eccezionale a cui hai dovuto rinunciare per colpa mia. Voglio attaversare e accogliere i raggi del sole, voglio sentire sulle vele il calore, voglio accogliere il vento in tutte le mie parti, voglio un volo mio, voglio un volo libero…libero di essere. Ciao mamma, ti amoooo.

Una spiaggia, un mare, un sole, un aquilone disteso sulla sabbia, ha i colori della vela un’ po’ sbiaditi come quelli di una vecchia fotografia e… guarda il cielo.

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