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Cara Daniela…

Cara Daniela, ho deciso di scriverti solo adesso benché sia passato molto tempo dal nostro ultimo vero contatto, perché ritengo che sia venuto il momento di fare il punto della situazione. Voglio evitare che questo “sospeso” emotivo si protragga ancora nel tempo. In effetti tra te e me non c’è mai stato uno strappo improvviso, motivato o immotivato che fosse. Non abbiamo litigato, non abbiamo avuto uno scontro su nulla…

È stato più che altro un lento sciogliersi di un legame che aveva già avuto i suoi alti e bassi in relazione alle fasi della nostra vita. D’altronde, che io e te fossimo molto diverse era sotto gli occhi di tutti. Credo che fosse il nostro valore aggiunto, all’inizio, un’amicizia basata sulla diversità di vedute piuttosto che sull’assoluta omogeneità: la differenza ci rendeva più interessanti l’una per l’altra.

Molte volte mi è stato chiesto il perché fossi tua amica e come facevo ad esserlo e ad essere anche amica dei tuoi “non amici”. Non lo so adesso e non lo sapevo allora, ma in realtà non ho mai pensato di applicare le proprietà della matematica ai rapporti umani. Palese la nostra diversità di idee politiche, di visione della vita, ma tutto sommato era un valore aggiunto confrontarsi con te partendo spesso da posizioni differenti.

Resta il fatto che ad un certo punto abbiamo diradato le telefonate, poi tu hai risposto in modo estremamente sintetico ai messaggi, oppure talvolta in modo stranamente caustico e pungente, o ancora eri sempre troppo impegnata per dialogare davvero, era sempre un “ti richiamo con calma” che voleva dire mai. Una zona grigia. Un disagio allo stomaco. E così quasi all’improvviso ho capito che questa situazione mi creava stress, non benessere emotivo. Inconsapevolmente ho cercato di sfuggire al disagio e il pensiero di te si è diradato, la tua immagine è sfumata, ti ho messo per così dire in stand-by in attesa di tempi migliori.

Poi un giorno ti ho trasferito nel cassetto dei ricordi, nella parte più profonda, quella che non si tira fuori proprio mai. Finché la settimana scorsa non ho ricevuto i tuoi inaspettati auguri di compleanno. Gli auguri di una persona come tante, ho pensato. Di che cosa hai bisogno, ho pensato…

Per anni sono stata la spalla su cui piangere i problemi di cuore, la mediatrice nelle relazioni complicate sul lavoro, la sostenitrice della tua buona fede in situazioni complesse e via dicendo. Ad un certo punto però nella tua vita non sono stata più necessaria, semplicemente questo. 

Adesso che ho compreso e accettato senza drammi la tua uscita dal mio campo emotivo, ho bisogno di dirti che sono contenta di aver condiviso con te un lungo e a volte tortuoso tratto di strada. Ma adesso voglio continuare il mio cammino accanto alle persone con le quali “qui ed ora” ho una condivisione di interessi e di sentimenti. Mi auguro che sia lo stesso anche per te. Non voglio tirarti fuori dal cassetto, preferisco tenerti lì. Grazie comunque degli auguri di compleanno.

Laura 

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