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Confinato politico, fotografo e pittore. Intitolazione strada a Luigi Spacal ad Accettatura (Matera)

Sabato 24 gennaio alle 11 nel centro storico di Accettura (in provincia di Matera), a pochi passi dalla sede del municipio, verrà intitolata una strada a Luigi Spacal, confinato politico, fotografo e pittore di fama internazionale che proprio ad Accettura ha scoperto la sua vocazione artistica, come racconto nel mio libro “Vita del confinato Luigi Spacal che davanti alla morte diventò pittore” (ETS).

Spacal (1907-2000), nato a Trieste da genitori sloveni, venne arrestato per cospirazione nei confronti dello Stato e condannato al confino in Basilicata, ad Accettura. Qui rimase per quasi due anni: tutto il 1931 e gran parte del 1932. Trovò lavoro dal falegname Rocco Defina e nella stessa strada – via Ospizio – trovò anche un piccolo alloggio dove stampava le sue foto.

Durante il confino fotografò, per primo, il Maggio, l’antico rito millenario che ha origini longobarde. Dietro quell’immagine Spacal annotò la data – 26 maggio 1931- e descrisse ciò che era appeso al Grande Albero: 12 tra galline e galli, 5 conigli, 10 piccioni e 10 agnelli e capretti. Quello scatto è la prima foto storica della Festa, oggi legata al santo protettore, San Giuliano, ed è la prima che apre il Museo dei culti arborei di Accettura.

Una sera d’agosto un contadino si presentò nella falegnameria dove lavoravano Rocco Defina e Luigi Spacal e piangendo raccontò che, dopo giorni di febbre alta, era morta sua figlia, una bambina di 4 anni.  Era sconvolto dal dolore, ma anche imbarazzato. Chiedeva una piccola bara, ma non aveva denaro per poterla pagare. “Bastano quattro assi”, disse. Negli occhi del contadino Spacal rivide la stessa disperazione della sua mamma quando non aveva soldi per chiamare un medico per curare la figlia più piccola. La sorellina di Spacal morì, infatti, quando aveva 4 anni.  Come la bambina del contadino.

Di fronte a tanto tormento Spacal scoprì la sua vera vocazione d’artista.  E piano piano ha avuto i più importanti riconoscimenti da Trieste, dal Friuli, dalla Slovenia, dalla Jugoslavia e da molti altri Paesi. Durante la sua vita ha esposto i suoi quadri in tutto il mondo in oltre 200 mostre. Nella terra dei suoi genitori e dei suoi avi, nel castello di Stanjel, uno dei più belli del Carso sloveno, c’è il suo museo con oltre 70 opere. E in quelle sale si può vedere anche il torchio che adoperava per le sue xilografie.

La strada che l’amministrazione comunale di Accettura intitola a Spacal è proprio la vecchia via Ospizio, quella dove c’era e c’è la falegnameria di Rocco Defina. È quella dove abitava il giovane triestino. L’intenzione del Comune è di acquistare la falegnameria dove ha lavorato Spacal per farla diventare un museo permanente.

Fra le varie iniziative per ricordare Luigi Spacal il Comune di Accettura ha promosso anche il progetto di un Calendario dedicato alle opere xilografie dell’artista triestino, con un testo del critico d’arte Giuseppe Appella. Lo Spazio TAM_Tempo Arte Medicina ha dedicato una mostra alle opere di Luigi Spacal pubblicate sulle copertine della Rivista “La Lettura del Medico” e ha realizzato, con il sostegno del comune di Accettura, il calendario che intende “simboleggiare la gratitudine di Accettura verso la figura di Spacal, con le sue opere e il suo esempio, è diventato un pittore di fama internazionale, lasciando un’impronta indelebile nel cuore della comunità”.

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