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Dalla moda alla ceramica: la storia di Iris Arregui

C’è un momento nella vita di alcune persone in cui il digitale non basta più: per Iris Arregui, ceramista, quel momento è arrivato dopo anni trascorsi nel mondo della moda, davanti a uno schermo a svolgere un lavoro che lei stessa definisce “da tuttofare”, dinamico, ma lontano da un lavoro manuale, lontano dalla materia. “Sentivo il bisogno di fare qualcosa di fisico”, racconta Iris, “e di creare qualcosa di tangibile”, un risultato che potesse tenere in mano e la ceramica si è rivelata il mezzo perfetto per dare corpo a quel bisogno di concretezza. Così, con una decisione netta, si è licenziata e ha cominciato a cercare, sperimentando corsi diversi ed esplorando possibilità. Finché, nell’ottobre del 2023, durante un periodo trascorso a Verona dai genitori, ha incrociato la ceramica con un mini corso… quasi per caso, ma abbastanza per innamorarsene.

Da quel momento il percorso è stato rapido e determinante: a febbraio dell’anno successivo ha frequentato un corso da ceramista presso la scuola di Montelupo Fiorentino, seguito da un secondo corso più lungo, articolato in tre mesi di lezione e tre mesi di stage al laboratorio di Alessio Sarri, ceramista di Sesto Fiorentino. A metà gennaio ha sostenuto e superato l’esame per ottenere la certificazione professionale.

Nel frattempo, a giugno, aveva visitato Il Conventino di Mondo dell’Arte, a Firenze. “Era la situazione ideale per me. Non volevo lavorare in solitudine né aprire una bottega in cui restare sola tutto il giorno”, spiega Iris. Il Conventino le ha offerto qualcosa di diverso: uno spazio condiviso con altri artigiani, una comunità che poteva offrire quello che cercava. Dopo aver superato la selezione, da settembre occupa un laboratorio all’interno della struttura, uno spazio che, dal novembre 2025, ha raddoppiato trasferendosi poco più avanti lungo lo stesso corridoio.

Oggi Iris lavora soprattutto al tornio, ma dedica molto tempo anche alla modellazione, combinando le tecniche della lastra e del colombino, molto più lente, riservate soprattutto ai pezzi grandi e unici. Anche la produzione si è progressivamente definita: i piatti sono ormai quasi un ricordo, mentre aumentano porta incensi, porta candele, vasi, tazzine da caffè e qualche mug classica.

A febbraio ha partecipato a MIDA, Mostra Internazionale Dell’Artigianato di Firenze, dopo aver superato anche quella selezione. Il laboratorio è diventato anche un luogo di trasmissione: Iris ha cominciato a tenere corsi di decorazione e modellazione, e collabora saltuariamente come istruttrice di decorazione tradizionale in lingua inglese con la scuola di Montelupo Fiorentino, chiamata quando arrivano richieste particolari da parte di stranieri e turisti.

Sul fronte commerciale, Iris guarda al lungo periodo con realismo. La posizione del laboratorio non favorisce il passaggio spontaneo di clienti, ma la strada è tracciata: investire tempo, costruire una presenza e crescere con costanza.

 

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