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Fersera. Una storia che parte da Arezzo e guarda al mondo

Ad Arezzo, città dell’oro, nasce un progetto che prova a immaginare la gioielleria di domani partendo dalle radici. Si chiama Fersera e nasce con Andrea Taricchi, giovane imprenditore cresciuto all’interno dell’azienda di famiglia, una società commerciale che fa da ponte tra i piccoli produttori orafi di Arezzo e i grossisti esteri, dall’Inghilterra al Giappone.

Nel 2021 Andrea decide di mettersi in proprio. I primi tentativi, costruiti su campionari di fornitori, non danno i risultati sperati. Capisce subito che gli serve un’identità. Nel 2023 debutta con la sua prima collezione “Scultura” con un linguaggio visivo unico, decisamente geometrico che, ci confessa Andrea stesso, è ispirato dall’estetica dei videogiochi fantasy che amava da ragazzo.

La ricerca sui materiali fa parte dello stesso percorso. Fersera ha sperimentato con una sua nuova lega, Silnova. Una lega d’argento arricchita con palladio, totalmente riciclata, scoperta in fiera, indiscutibilmente più premium e distintiva. L’aumento esponenziale del costo delle materie prime ne ha frenato l’uso, ma resta nel cassetto come opzione per collezioni future.

Da quest’anno il brand è entrato nei negozi: Milano, Roma, Palermo e Puglia. Anche fuori dall’Italia (Hong Kong) con un e-commerce e un pop-up fisico, una clientela in Moldavia ormai affezionata e un cliente in Giappone, Tomorrowland, trovato in fiera. Ma il modello è ancora in discussione perchè la distribuzione retail obbliga a spingere i prezzi verso l’alto, tradendo lo spirito originario. L’online, per ora, resta la strada più coerente.

Costruire un brand giovane significa anche imparare a scendere a compromessi senza perdere se stessi. La distribuzione in negozio, i prezzi che salgono, le pressioni esterne: sono tutte situazioni in cui la visione originaria rischia di sgretolarsi. Per Andrea è una questione di identità, prima ancora che di strategia.

A raccontare tutto questo ci sono due canali Instagram: il profilo principale del brand, curato come una vera e propria vetrina e @studiofersera, pensato per veicolare messaggi più complessi, il processo creativo, la cultura del gioiello, il pensiero dietro al brand. “Il feed di Instagram è una cartolina. Ci serviva uno spazio per parlare direttamente al consumatore”. Una storia che parte da Arezzo e guarda al mondo, senza dimenticare da dove viene. Il resto, lo racconta lui stesso.

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