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L’esplorazione tessile nell’arte di Atelier Taftique

Giunta a Firenze dopo aver vissuto tra Milano, Mantova, Lucca e la Romagna, Jules Vissers ha trovato nel capoluogo toscano il luogo in cui far fiorire la propria ricerca creativa. Artista tessile di origini olandesi, vive in Italia dal 1998 e oggi lavora nel suo studio Atelier Taftique, dove intreccia tecniche tradizionali e sperimentali per creare opere materiche sospese tra arte, design e artigianato. 

La scelta di Firenze nasce da motivi pratici e personali, ma anche da un forte richiamo culturale. «È una città centrale, facile da raggiungere, ma soprattutto sentivo il bisogno di vivere in un luogo con un patrimonio artistico così presente», racconta. Un’influenza, quella della città, che permea inevitabilmente il suo lavoro: mostre, tessuti antichi, architetture rinascimentali e collezioni contemporanee, tutto partecipa a definire una forte identità nelle sue opere.

La semplice decorazione ornamentale non basta per eseguire con maestria artigianale il lavoro tessile di Jules Vissers. I suoi artefatti nascono dall’incontro di diverse tecniche come tufting, punch needle, ricamo, uncinetto, lavorazione del feltro e tessitura. L’artista le combina sapientemente per costruire superfici tridimensionali dense di texture, rilievi e movimento. Fiori, elementi naturali, geometrie architettoniche e riferimenti all’arte del primo Novecento, dal cubismo all’Art Déco, diventano punti di partenza per una ricerca che rimane fortemente tattile e manuale.

Prima di dedicarsi completamente all’arte tessile, Vissers realizzava accessori artigianali per piccoli negozi in Romagna, lavorando soprattutto con uncinetto e ricamo. Negli anni, il percorso si è evoluto anche grazie alla sperimentazione autonoma del punch needle e del tufting, tecniche ancora poco diffuse a Firenze. Quando ha iniziato a praticarle racconta «Ho imparato molto da sola, cercando quello che si poteva trovare online». Oggi il tufting rimane la base di molte sue opere ed è proprio da questa tecnica che nasce il nome Atelier Taftique.

Diffusasi ampiamente durante gli anni della pandemia Covid-19, la tecnica del tufting consiste nella creazione di piccoli ciuffi di tessuto fissati alla base e lasciati liberi all’estremità attraverso una particolare macchina chiamata tufting gun, che permette di lavorare verticalmente la superficie di tessitura. Tradizionalmente utilizzata per la realizzazione di tappeti artigianali su misura, questa tecnica viene reinterpretata da Jules Vissers per dare vita a opere da parete e oggetti d’arredamento dalla forte presenza visiva.

Nel suo studio convivono collezioni personali e lavori su commissione per privati e aziende. Tra i progetti più significativi c’è la collaborazione con Max Mara per la collezione Venetia Resort 2025, per cui ha realizzato opere ispirate all’architettura veneziana rinascimentale. Finestre bifore, mosaici murali e dettagli ornamentali vengono reinterpretati attraverso lane e filati particolari in composizioni permeate di soffice contemporaneità. Alcune opere della stessa collezione, inizialmente pensate per gli spazi espositivi del marchio, sono oggi conservate nella sede dell’azienda a Reggio Emilia.

La relazione con il territorio toscano passa anche attraverso i materiali che l’artista sceglie per il suo lavoro. Gran parte dei filati utilizzati proviene infatti da aziende di Prato, distretto tessile che per l’artista rappresenta una risorsa preziosa, soprattutto per la presenza di realtà specializzate nel riciclo. Lane, cotoni e filati recuperati diventano così elementi centrali di una pratica che mantiene una forte attenzione verso la sostenibilità e la qualità artigianale.

Negli ultimi anni il lavoro di Jules Vissers ha acquisito una dimensione sempre più internazionale. La partecipazione a eventi come il Fuorisalone di Milano, open call, fiere e mostre collettive le ha permesso di entrare in contatto con gallerie, aziende e professionisti del settore. Nel 2024 ha ricevuto l’European Textile & Craft Award e nello stesso periodo è stata finalista al premio LVMH Maestri d’Eccellenza a Milano. Più recentemente le sue opere sono state esposte ad Amsterdam durante KunstRai 2026 e in diverse gallerie tra Italia e Paesi Bassi.

Per l’artista, però, il riconoscimento più importante rimane la possibilità di condividere il proprio lavoro. «Più dei premi, mi interessa poter mostrare le opere, parlare con le persone, continuare a fare ricerca». Una ricerca che richiede anche momenti di isolamento e concentrazione, ma che trova senso nel confronto con il pubblico e con altri artisti. Nei prossimi mesi questo dialogo continuerà anche attraverso nuovi appuntamenti espositivi: l’8 settembre 2026 inaugurerà una mostra personale presso l’Istituto Interuniversitario Olandese per la Storia dell’Arte (NIKI) a Firenze, visitabile fino al 9 ottobre 2026. A novembre dello stesso anno parteciperà, inoltre, ad una mostra collettiva dedicata al tema del femminile nell’ambito di Laguna Art all’Arsenale di Venezia.

Ogni opera conserva tracce visibili del processo con cui è stata creata: irregolarità, rilievi, intrecci e imperfezioni che nessuna macchina e nessuna mano potrebbero replicare in egual modo una seconda volta. È proprio nell’incontro tra tecniche e ricerca materica che il lavoro di Jules Vissers ci guida verso una versione estremamente poetica dell’arte tessile, invitandoci a riflettere su quanto sia importante mantenere viva la sapienza manuale del fare. 

 

 

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