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Papa Leone XIV sull’IA nel solco di Bergoglio

Per la prima volta Papa Leone XIV ha reso pubblica una riflessione sull’intelligenza artificiale che si colloca in continuità con Papa Francesco, il Pontefice che più volte ha richiamato alla necessità di una profonda riflessione etica sullo sviluppo dell’IA.

Rivolgendosi ai partecipanti alla conferenza “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home”, organizzata dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e dal SACRU (Strategic Alliance of Catholic Research University), il network internazionale degli Atenei cattolici, Papa Leone XIV ha posto la domanda epocale: “Come possiamo garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi?”

Era la tematica di fondo sollevata più volte da Papa Francesco. In particolare, nel giorno in cui ha partecipato al G7 che si è tenuto in Italia nel luglio 2024. Il suo monito, che si è incentrato sia sul rischio della hyperwar, che sugli effetti dell’IA sui media, è stato ricordato nel libro “Il potere delle macchine sapienti” (primamedia editore).

Eccone alcuni brani:

“In un messaggio all’incontro multireligioso “AI Ethics for Peace”, che si è svolto il 9 luglio 2024 a Hiroshima, in Giappone, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo etico dell’Intelligenza artificiale, Papa Francesco ha ricordato quanto sia “urgente, riflettendo sui conflitti armati, ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette ‘armi letali autonome’ per bandirne l’uso”. D’altronde la Chiesa cattolica sotto l’impulso di Bergoglio, già il 28 febbraio 2020 aveva lanciato la “Rome Call for Ethics”: “Chiunque vorrà sottoscrivere la Carta – fu detto – si impegna a lavorare per quella che viene definita “algor-etica”, un’etica degli algoritmi fondata su principi irrinunciabili: trasparenza, inclusione, responsabilità, imparzialità, affidabilità, sicurezza e privacy”. Microsoft e IBM furono tra i primi firmatari.

Il Pontefice è poi tornato specificatamente sulla tematica dell’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nelle guerre il 1° gennaio 2024 in occasione della Giornata della Pace. Ha scritto Papa Francesco: “Non si può sfuggire alle gravi questioni etiche legate al settore degli armamenti. La possibilità di condurre operazioni militari attraverso sistemi di controllo remoto ha portato a una minore percezione della devastazione da essi causata e della responsabilità del loro utilizzo, contribuendo a un approccio ancora più freddo e distaccato all’immensa tragedia della guerra”.

(…) Dopo il monito sull’utilizzo dell’IA come strumento bellico di rara e tremenda efficacia, il Pontefice in occasione della Giornata delle Comunicazione Sociali, il 12 maggio 2024, ha specificatamente trattato i temi che riguardano le relazioni tra Gen AI e informazione, con un documento intitolato “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: Per una comunicazione pienamente umana”, dove si legge: “Come ogni altra cosa uscita dalla mente e dalle mani dell’uomo, anche gli algoritmi non sono neutri. L’uso dell’intelligenza artificiale potrà contribuire positivamente nel campo della comunicazione, se non annullerà il ruolo del giornalismo sul campo – sottolinea Papa Francesco – ma al contrario lo affiancherà; se valorizzerà le professionalità della comunicazione, responsabilizzando ogni comunicatore. Come garantire la trasparenza dei processi informativi? Come rendere evidente la paternità degli scritti e tracciabili le fonti? Come rendere manifesto se un’immagine o un video ritraggono un evento o lo simulano? Come evitare che le fonti si riducano a una sola, a un pensiero unico elaborato algoritmicamente? – si chiede Papa Francesco – Dalle risposte a questi e ad altri interrogativi capiremo se l’intelligenza artificiale finirà per costruire nuove caste basate sul dominio informativo, generando nuove forme di sfruttamento e di diseguaglianza – sottolinea – oppure se, al contrario, porterà più eguaglianza, promuovendo una corretta informazione e una maggiore consapevolezza del passaggio di epoca che stiamo attraversando, in un sistema di informazione articolato e pluralista. Il bivio è di quelli che indirizzano la storia dell’uomo in un senso o nell’altro: verso il progresso o verso la piattezza”.

 

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