Roberto Guiggiani
Ho visto che venerdì prossimo, il 9 ottobre, sarai a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, per un convegno dedicato al turismo culturale, alla sostenibilità del turismo culturale, alle innovazioni nelle modalità di fruizione dei musei e monumenti, sempre con un occhio che guarda alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica di un’attività, come il turismo, che per sua natura non è sostenibile: genera emissioni, genera produzioni di rifiuti che non sempre possono essere raccolti e riciclati correttamente, richiede tanta energia e tanta acqua.
Gianluca De Felice
Un tema veramente complesso. Questo convegno ha il grande merito di affrontare la sostenibilità del turismo sotto diversi punti di vista, non solo quello legato alle sfide dei grandi flussi, ma anche alla gestione di questi flussi nelle grandi città, tant’è vero che ci sono gli assessori alla cultura e al turismo di Venezia, Milano, Roma e Firenze. Ma anche un secondo merito, che è quello di affrontare il tema da un punto di vista d’impatto economico oltre che le modalità di utilizzo della tecnologia legata alle dinamiche di gestione.
Il turismo è un brand nazionale, è un brand locale ma in realtà è anche una grande opportunità economica, che deve però essere gestita perché ha un impatto forte, e l’impatto in qualche modo va gestito attraverso il confronto gestionale. Tu che idee ti sei fatto sulla sostenibilità turistica?
RG
Guarda, io ho anche una docenza alla Scuola Superiore per Mediatori Turistici di Pisa dedicata proprio al turismo sostenibile, alla gestione del turismo sostenibile; quindi, è un tema di cui mi occupo da anni, oltre a viverlo naturalmente come host di un B&B. La cosa che dico ai miei studenti è che la sostenibilità ha dei costi anche molto alti, che non sono così facili poi da scaricare sulle tasche dei turisti stessi. Tutti noi vorremmo andare in strutture sostenibili, visitare musei che fanno politiche di sostenibilità, però senza la propensione a pagare dei prezzi più alti. E secondo me, giustamente: la sostenibilità è un compito ed un costo a carico degli operatori.
Questa estate ci ha messo di fronte al tema della sostenibilità ambientale, temperature molto calde, l’abuso di aria condizionata, la necessità di usare acqua nebulizzata per raffreddare le temperature – e sappiamo che piove sempre meno – però ecco tutto questo si inquadra in una gestione più generale anche di quella che è la sostenibilità economica e sociale di certi fenomeni.
GDF
Noi a Pisa abbiamo impostato diversi progetti. Per esempio nei laboratori di restauro, collocati fuori dalla Piazza del Duomo abbiamo inseriti una serie di pannelli solari utilizzando l’energia prodotta per la gestione del complesso monumentale; abbiamo iniziato un ciclo di raccolta differenziata dei rifiuti; utilizziamo per esempio delle mantelline per i fedeli che entrano in cattedrale nel periodo estivo per coprire la schiena fatte da un’azienda che si occupa di aspetti di natura sociale. Credo che in questi temi ci sia un’originalità nel capire che il turismo culturale è un turismo che va affrontato con capacità specifiche e tecniche e deve avere una visione.
Infatti, il primo panel del convegno è proprio intitolato Le principali città italiane raccontano la propria visione di turismo. Credo che sia utile anche per le piccole città capire come delle dinamiche di approccio delle grandi città metropolitane vengono affrontate al fine di avere dei casi studio su cui poter percepire delle idee. Mi sembra quindi che di fronte ad una panoramica dove si dicono un po’ sempre le stesse cose, per esempio sulle sfide, sui grandi flussi turisti, mi sento ripetere sempre gli stessi concetti e il fatto di fare un convegno che ha la volontà di confrontarci su un piano operativo lo trovo molto interessante.
RG
Un punto fondamentale è quello di chiedere ai turisti (ed ai residenti, perché no) di collaborare, di avere comportamenti responsabili, perché molto spesso ormai si parla più di turismo responsabile e di comportamenti corretti, che non di turismo sostenibile perché, come dicevo, il turismo non lo è per sua stessa natura.
Ho visto adesso un progetto europeo che ha coinvolto varie città che suggerisce, già dalla prossima estate 2027, di individuare dei luoghi naturalmente freschi come sotterranei, o locali dentro fortezze e castelli – luoghi dove la temperatura non sale troppo – come spazi innovativi dove poter fare delle cose senza usare aria condizionata, senza affollare gli spazi più conosciuti. Riguarda il turismo culturale, ma può riguardare anche degustazioni o altri laboratori artigianali e così via.
GDF
Sono abbastanza curioso di ascoltare quello che verrà a dire il Comune di Venezia. Si è discusso molto quest’anno sul contingentamento o meno del turista, sui ticket d’ingresso, e quindi capire dalla loro esperienza concreta, quali sono le idee e le soluzioni che stanno maturando. Per me sarà un’occasione di ascolto importante che, non ti nascondo, spero che possa portarmi anche nuove idee che potrebbero essere anche oggetto di un nostro prossimo dialogo. Il fatto però che già si crei un’occasione di confronto operativo su queste dinamiche mi sembra un passo avanti.
RG
Ho visto che fra gli organizzatori c’è anche Get Your Guide, una piattaforma internazionale che vende tantissimi prodotti, tantissimi tour, tantissimi biglietti, tantissime esperienze vere e proprie. Sarebbe anche lì sarebbe forse il caso di cominciare a coinvolgere di più le persone in comportamenti responsabili perché – e qui metto allora sul piatto la mia esperienza al bed&breakfast, posso consigliare agli ospiti ad avere comportamenti responsabili, ma poi quando sono in camera l’acqua che consumano, l’elettricità che consumano, l’aria condizionata che consumano non posso controllarla, a meno di mettere limitazioni a cui io però sono contrario perché creerebbero enormi problemi.
GDF
L’apertura del convegno sarà fatta proprio da Francesca De Falco, che è il country manager di Get Your Guide, e ci sarà anche un intervento dell’engineering manager di Get Your Guide sulla parte legata all’intelligenza artificiale. Sarò curioso di vedere se questa intelligenza artificiale è legata soltanto al processo di acquisto e vendita, oppure se sarà utilizzata anche per una forma nuova di gestione, e quindi per ridurre o cercare di abbattere impatti di sostenibilità, allora la dinamica potrebbe diventa interessante.