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Turismo di notte: una necessità, prima ancora di una scelta

Roberto Guiggiani: Questa volta più che un dialogo, sarà una mia intervista a te, ovviamente con qualche commento in più 

Gianluca De Felice: intanto, è sicuramente un piacere essere intervistato da te! 

RG: Ti ringrazio. Questa estate (dal 17 giugno al 31 agosto 2026) avete deciso di tenere aperto l’intero complesso monumentale di Piazza del Duomo a Pisa anche la sera. Si tratta di una iniziativa che non è nata dal nulla, nel senso che già in passato avevate aperto alcuni monumenti, ma non tutto il complesso. Ti è possibile fare un primo, sia pure provvisorio bilancio di questa iniziativa? 

GDF: Sì, da alcuni anni, in estate, tenevano aperta la Torre di Pisa, anche se noi preferiamo chiamarla con il suo nome vero, che è il Campanile. Poi avevamo fatto delle aperture straordinarie del Camposanto monumentale, ad esempio in occasione della ricollocazione del Trionfo della Morte di Buffalmacco. Ma ci girava in testa questo pallino di aprire tutti i monumenti e quest’anno lo abbiamo fatto: dal 17 giugno al 31 agosto, come dicevi, musei e monumenti della piazza sono stati aperti fino alle 22.30 
I motivi sono sostanzialmente due. Il primo è che con l’aumentare delle temperature, e quindi con questo caldo molto forte, vogliamo e dobbiamo dare al turista la possibilità di poter effettuare la visita in orari serali, con temperature più fresche. Il secondo motivo è quello di una possibilità di spalmare gli afflussi turistici su un orario di apertura maggiore, riducendo il sovraffollamento. 

RG: Una scelta non facile, immagino, ma che vedo è stata presa anche da altri. 

GDF: In verità, non è stato molto complicato. Abbiamo parlato con le parti sindacali per impegnare il personale su un orario molto lungo – dalle 8 del mattino fino alle 22.30 – ma abbiamo trovato un accordo abbastanza rapidamente. E sono contento di leggere che anche altri monumenti importanti, come il Pantheon e il Colosseo a Roma, abbiano deciso di aprire la sera dopo cena. Oppure la Reggia di Caserta che apre all’alba e ospita anche dei concerti. Credo che il prossimo anno anche altri adotteranno queste aperture prolungate, e per i due motivi che ti dicevo sopra. 

RG: La mia curiosità riguarda non tanto i numeri dei biglietti venduti durante le aperture serali, quanto la profilazione del pubblico che è venuto in Piazza del Duomo dopo le 20. Sono profili di turisti diversi da quelli della mattina o del pomeriggio? O sono gli stessi, ma che scelgono un momento diverso, più fresco e con minore affollamento? 

GDF: Le aperture serali sono andate “benino”. Voglio usare questa parola, nel senso che non abbiamo avuto grandi flussi, perché poi le dinamiche turistiche sono sempre legate alla mattina e alla prima parte del pomeriggio, però i dati sono incoraggianti e – cosa non da sottovalutare – l’operazione non è assolutamente in perdita, anzi tutt’altro. Sicuramente si tratta di turisti individuali, fai-da-te, non legati a tour agenzie e tour operator, che ancora non hanno avuto peraltro la possibilità di programmare eventuali visite serali. Magari le potranno inserire il prossimo anno. Abbiamo anche visto che diverse guide turistiche hanno proposto il percorso serale.  

RG: Non ci vuole fretta. Io lo ripeto sempre: un prodotto turistico nuovo si misura su tre anni, perché questo è il tempo necessario per penetrare sul mercato internazionale, essere conosciuto, essere inserito appunto nei programmi dei tour operator. Non sono affatto sorpreso, e anzi mi fa molto piacere, che alcune guide turistiche abilitate abbiano inserito subito la visita serale nei loro programmi. Mi conferma che sono sul mercato, che hanno voglia anche loro di fare cose innovative, e del resto negli ultimi anni c’è stato anche un boom delle visite guidate, proprio grazie al fatto che le guide abilitate hanno cominciato a proporre prodotti diversi, profilati, innovativi, personalizzati. E anche loro dovranno insistere negli anni per raggiungere numeri interessanti. 

GDF: Mi auguro che andremo avanti su questa strada, perché la sensazione è di una positività, non di un grandissimo entusiasmo, ma sicuramente di una positività. 

RG: Il turismo di notte, o night tourism, è ormai una necessità prima ancora di una scelta. Il cambiamento climatico è irreversibile, quindi le temperature saranno sempre alte, il 2026 non è un anno eccezionale, anzi ormai è dal 2003 che ci sono temperature molto alte e visitare una città d’arte con trentasette e trentotto gradi durante il giorno è molto complicato. Si tratta di una evoluzione inevitabile. 

GDF: Lo penso anche io. Per questo guardo con cauto ottimismo a queste aperture serali. Le cose sono andate benino – lo ripeto – e siamo convinti che il pubblico abbia apprezzato la nostra proposta. La sensazione è che ci siano turisti che probabilmente il giorno preferiscono fare altro, andare al mare, rilassarsi in piscina, o cose di questo tipo, e poi la sera, dopo una cena, farsi una passeggiata in Piazza del Duomo e visitare i monumenti.  

RG: Ma c’è un monumento particolare che piace la sera? 

GDF: Ovviamente il Campanile è sempre il monumento che attira di più, poi la sera si presta ad una salita anche romantica: quello è sempre il monumento più visitato. Però ho visto delle passeggiate molto belle dentro la Cattedrale, anche con un rispetto del luogo sacro interessante. E poi c’è il Camposanto monumentale, lo sai benissimo, che si presta in un modo incredibile alle visite in notturna. È un insieme di cose che ci dà una certa soddisfazione nel vedere come le persone hanno risposto alla nostra proposta. 

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