A piedi sulla Linea Gotica, con una bandiera che è Irene

Paolo Ciampi

01/12/2017

"Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dovve caddero i partigiani...". Lo diceva il grande Piero Calamandrei, le cui pagine andrebbero riportate nelle scuole, nell'epoca della Grande Amnesia e della Rete che mastica insieme verità e falsità, restituendo solo indifferenza. Lo diceva lui e non a caso parlava di pellegrinaggio, la stessa parola, a volte abusata, che spinge in cammino le persone per Roma o per Santiago. Ha un nome, un tracciato, una  successione di tappe sulla carta, questo pellegrinaggio: è la Linea Gotica, dove i nazifascisti si attestarono per lunghi terribili mesi, è il nostro Appennino segnato dalle azioni partigiane e dalle stragi di civili, quali Sant'Anna di Stazzema e Marzabotto.

Pellegrinaggio, ma non solo, perché  quello che un tempo fu il fronte oggi può essere uno splendido cammino coast to coast. Un modo di attraversare l'Italia dal Tirreno all'Adriatico - o viceversa - che certo gode meno fortuna di tanti cammini che l'Appennino lo passano da Nord a Sud, quale la Via degli Abati o la Via degli Dei.... Eppure, eppure, quanta bellezza in questo cammino, che non è solo un cammino. Martina Fabbri - autrice bolognese che mette insieme la passione per il cammino con la cura della memoria - ce lo racconta in A piedi sulla Linea Gotica (Andrea Pacilli editore): 18 tappe dove non ci sono solo la fatica, la pioggia, il riposo nei rifugi, lo zaino fatto e disfatto. Ci sono i luoghi che parlano, ci sono gli incontri, ci sono i fatti che le fake news non potranno attaccare. Perchè questo è stato, questo è successo.

Una tenda come casa che abbraccia un tempo e uno spazio più larghi.Bustine di tè e qualche sorso di buon vino per dare conforto al corpo stremato. Ma soprattutto una bandiera - che è la bandiera dell'Anpi - che viene dietro come una compagna di viaggio, che raccoglie le firme delle persone incontrate per strada, che ha persino nome: Irene, nome di popolo, nome che significa pace. Da leggere, questo libro. Da trarne ispirazione, anche. Per chi potrà tracciare e curare meglio questa via, in grado di diventare una delle grandi vie italiane. E per chi magari si metterà in cammino, cercando memoria ebe
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Paolo Ciampi

Paolo Ciampi
Giornalista e scrittore fiorentino, Paolo Ciampi ha lavorato per diversi quotidiani e oggi è direttore dell’Agenzia di informazione e comunicazione Toscana Notizie. Si divide tra la passione per i viaggi e la curiosità per i personaggi dimenticati nelle pieghe della storia. Ha all’attivo oltre venti libri con diversi riconoscimenti nazionali e adattamenti teatrali. Gli ultimi, in ordine di pubblicazione, sono L’uomo che ci regalò i numeri (Mursia) che racconta i viaggi e le scoperte del matematico Leonardo Fibonacci, "L’Olanda è un fiore. In bicicletta con Van Gogh", finalista del Premio Albatros – Città di Palestrina, e due libri che raccontano cammini, "Tre uomini a piedi" (Ediciclo) e "Per le Foreste sacre" (Edizioni dei Cammini). Con Tito Barbini è uscito per Clichy con "I sogni vogliono migrare". E' molto attivo nella promozione degli aspetti sociali...
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