Il 4 maggio, alle ore 17, nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi, sarà presentato il nuovo saggio di Anna Dolfi Il paesaggio tra le righe. Percorsi con gli scrittori della modernità, edito da Olschki Editore.
Introdurrà la presentazione con un saluto Enio Bruschi (Gabinetto Viesseux). A seguire interverranno, in dialogo con l'autrice e l'editore, Camilla Miglio, dall'Università Sapienza di Roma, Maria Cristina Lombardi, dall'Università di Napoli “l'Orientale" e Francesca Nencioni, Dottoressa di ricerca dell'Università di Firenze.
Qual è il rapporto tra paesaggio e letteratura, tra gli spazi vissuti dagli scrittori e quelli raccontati nei libri? Riflettendo sulla definizione di ‘paesaggio’, sulle tecniche del microscopio e del grandangolo, sul rapporto tra tempo e spazio, tra realtà e memoria, tra finzione e verità, Anna Dolfi indaga le diverse modalità del vedere e la loro trasformazione, il passaggio dal concreto all’astratto, dalla fisica alla metafisica.
A emergere, tra le righe dei testi e di chi li analizza e commenta, sono le città della madre e una Parigi mediata dalla cultura nella poesia di Giorgio Caproni, la geometrica perfezione di Firenze e della Toscana nella lirica di Alfonso Gatto e di Mario Luzi, le città silenziose e notturne di Parronchi, la Sardegna ‘lunare’ di Dessí, la Ferrara di Bassani con il suo Giardino, le capitali interscambiabili nell’Europa di Tabucchi.
Tanti altri autori del primo, secondo, terzo Novecento – da Ungaretti e Montale a Zanzotto – appaiono nei capitoli e nei riferimenti trasversali, assieme a dominanti modalità del sentire che si rifanno necessariamente a Leopardi e a Baudelaire, all’infinito ‘finito’ e allo spleen che hanno condizionato, nel XX secolo, l’antropologia di uno sguardo rivolto al mondo e all’io con una sedimentata coscienza di perdita.
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