Home » Shop » Bestiario artificiale. Storie di macchine che parlano

Bestiario artificiale. Storie di macchine che parlano

Di fronte ai progressi dell’intelligenza artificiale è urgente ripensare alle domande fondamentali: cosa significa pensare, comprendere ed essere intelligenti? I Large Language Models capaci di imitare il linguaggio umano, ci obbligano a ridefinire concetti come creatività, razionalità e perfino il rapporto mente-corpo. Come intuito da Galileo, la pratica delle macchine aiuta a riflettere sulla natura delle cose e dunque l’IA si configura come un’“epistemologia sperimentale”.

La storia dell’informatica dimostra che la filosofia ha sempre orientato la costruzione di macchine intelligenti; non è un caso che Turing pubblicasse le sue tesi fondative sulla rivista “Mind”. Oggi la potenza di calcolo e la fluidità dei nuovi sistemi non sollevano soltanto questioni tecniche, ma rimandano anche ai limiti e alle possibilità della mente umana.

Colmare la frattura tra scienza e cultura umanistica è essenziale per comprendere le implicazioni etiche e sociali in corso. I progettisti non possono eludere questioni filosofiche, ma gli utenti devono acquisire consapevolezza di come funziona l’IA: informazione e educazione sono preliminari alla regolamentazione.

18,00 

Spedizioni entro 8 giorni. Perché vale la pena aspettare.

Editore

Codice EAN

Curatore

N.pagine

208

Anno

2026

aggiungi alla wishlist

condividi

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Bestiario artificiale. Storie di macchine che parlano”

Condividi su:

Bestiario artificiale. Storie di macchine che parlano

Di fronte ai progressi dell’intelligenza artificiale è urgente ripensare alle domande fondamentali: cosa significa pensare, comprendere ed essere intelligenti? I Large Language Models capaci di imitare il linguaggio umano, ci obbligano a ridefinire concetti come creatività, razionalità e perfino il rapporto mente-corpo. Come intuito da Galileo, la pratica delle macchine aiuta a riflettere sulla natura delle cose e dunque l’IA si configura come un’“epistemologia sperimentale”.

La storia dell’informatica dimostra che la filosofia ha sempre orientato la costruzione di macchine intelligenti; non è un caso che Turing pubblicasse le sue tesi fondative sulla rivista “Mind”. Oggi la potenza di calcolo e la fluidità dei nuovi sistemi non sollevano soltanto questioni tecniche, ma rimandano anche ai limiti e alle possibilità della mente umana.

Colmare la frattura tra scienza e cultura umanistica è essenziale per comprendere le implicazioni etiche e sociali in corso. I progettisti non possono eludere questioni filosofiche, ma gli utenti devono acquisire consapevolezza di come funziona l’IA: informazione e educazione sono preliminari alla regolamentazione.

18,00 

Spedizioni entro 8 giorni. Perché vale la pena aspettare.

Casa Editrice

Anno

2026

N.pagine

208

Formato

13×18.5