Riprendendo una lunga tradizione, Vallisneri si schiera a sostegno dell'utilizzo dell'italiano anche per le opere scientifiche – ai suoi tempi usualmente stese in latino – in difesa di una comunicazione semplice e comprensibile e dell'opportunità di una coesione degli intellettuali a sostegno della cultura e della lingua italiane. Il curatore prende spunto per porre in evidenza la subalternità intellettuale all'anglofilia di parte del mondo accademico e i rischi, purtroppo reali, che eventuali ratifiche governative di tale sottomissione comporterebbero.
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