Il 12 dicembre 1969 la strage di Piazza Fontana gettò l’Italia nel caos. Si aprì una fase dominata da estremismo nero e rosso, apparati di sicurezza deviati, politici senza scrupoli, ingerenze estere. La Repubblica superò questi scogli, nonostante opacità, errori e compromessi. In queste pagine, dove storia e fantasia s’intrecciano con sorprendente realismo, le bombe esplose a Milano e Roma innescano una traiettoria alternativa, ben più drammatica, e al lettore si pone un inquietante quesito: cosa sarebbe accaduto se i nemici della Repubblica avessero prevalso?
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Il 12 dicembre 1969 la strage di Piazza Fontana gettò l’Italia nel caos. Si aprì una fase dominata da estremismo nero e rosso, apparati di sicurezza deviati, politici senza scrupoli, ingerenze estere. La Repubblica superò questi scogli, nonostante opacità, errori e compromessi. In queste pagine, dove storia e fantasia s’intrecciano con sorprendente realismo, le bombe esplose a Milano e Roma innescano una traiettoria alternativa, ben più drammatica, e al lettore si pone un inquietante quesito: cosa sarebbe accaduto se i nemici della Repubblica avessero prevalso?
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