Un tributo appassionato alla lingua, alla poesia e alla memoria della Tuscia viterbese.
Tra spigolature antropologiche, autobiografia intellettuale, aneddoti di ricerca e riflessioni affilate, prende forma una narrazione che è insieme omaggio e atto critico, epicedio ironico e affettuoso a una cultura orale in estinzione. Un libro che attraversa decenni di studio, ascolto e militanza culturale, e che celebra – con piglio da bricoleur e fuoco da narratore contadino – il dialetto come dispositivo di memoria, poesia e resistenza.
Un’opera eccentrica e intensamente personale, che mescola rigore e invenzione, affondo teorico e malinconia lirica, per dare voce a ciò che resta: le “rigaje” della lingua, gli avanzi preziosi di un mondo che continua a parlarci.
15,00 €
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N.pagine
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Un tributo appassionato alla lingua, alla poesia e alla memoria della Tuscia viterbese.
Tra spigolature antropologiche, autobiografia intellettuale, aneddoti di ricerca e riflessioni affilate, prende forma una narrazione che è insieme omaggio e atto critico, epicedio ironico e affettuoso a una cultura orale in estinzione. Un libro che attraversa decenni di studio, ascolto e militanza culturale, e che celebra – con piglio da bricoleur e fuoco da narratore contadino – il dialetto come dispositivo di memoria, poesia e resistenza.
Un’opera eccentrica e intensamente personale, che mescola rigore e invenzione, affondo teorico e malinconia lirica, per dare voce a ciò che resta: le “rigaje” della lingua, gli avanzi preziosi di un mondo che continua a parlarci.
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