Luca Wadding colloca nel 1211 il passaggio di Francesco da Pescia, ove in tale occasione sarebbe stato fondato un convento per i frati giunti con lui da Firenze, a Pisa e quindi a San Miniato; una sua eventuale sosta a Lucca non è menzionata, anche se probabilmente al ritorno da Roma attraversò la Toscana e fu anche a Lucca. Bartolomeo da Pisa narra la guarigione di un bambino a Lucca da parte del santo, che poi lo risanò quando all’età di cinque anni fu colpito da una grave malattia e gli sarebbe infine apparso per guarirlo nuovamente quando, divenuto medico, esercitava la sua attività al servizio dei frati.
A Pescia, nella chiesa di S. Francesco, è conservata la più antica raffigurazione iconografica del santo e di sei storie (la predica agli uccelli, l’episodio delle stimmate e quattro miracoli), firmata e datata 1235 dal pittore lucchese Bonaventura Berlinghieri («A.D. MCCXXXV Bonaventura Berlingeri de Luca me pinxit»), che segue il racconto della Vita prima di Tommaso da Celano: si avverte ancora l’influenza dell’arte bizantina delle icone, con qualche elemento di novità come il movimento e l’accenno ai sentimenti umani.
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Luca Wadding colloca nel 1211 il passaggio di Francesco da Pescia, ove in tale occasione sarebbe stato fondato un convento per i frati giunti con lui da Firenze, a Pisa e quindi a San Miniato; una sua eventuale sosta a Lucca non è menzionata, anche se probabilmente al ritorno da Roma attraversò la Toscana e fu anche a Lucca. Bartolomeo da Pisa narra la guarigione di un bambino a Lucca da parte del santo, che poi lo risanò quando all’età di cinque anni fu colpito da una grave malattia e gli sarebbe infine apparso per guarirlo nuovamente quando, divenuto medico, esercitava la sua attività al servizio dei frati.
A Pescia, nella chiesa di S. Francesco, è conservata la più antica raffigurazione iconografica del santo e di sei storie (la predica agli uccelli, l’episodio delle stimmate e quattro miracoli), firmata e datata 1235 dal pittore lucchese Bonaventura Berlinghieri («A.D. MCCXXXV Bonaventura Berlingeri de Luca me pinxit»), che segue il racconto della Vita prima di Tommaso da Celano: si avverte ancora l’influenza dell’arte bizantina delle icone, con qualche elemento di novità come il movimento e l’accenno ai sentimenti umani.
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