Quando Fabrizio De Luca lascia Lucca per unirsi alla missione umanitaria e comandare la Seulle della Global Sumud Flotilla, non parte per eroismo. Parte perché non riesce più a restare fermo davanti alle immagini di bambini sotto le macerie, agli ospedali distrutti, alla sofferenza trasformata in abitudine dal mondo intero. È un marinaio, un padre, un uomo normale. E proprio per questo la sua scelta pesa come una condanna. Tra porti improvvisati, equipaggi fragili, notti di paura, sabotaggi, tensioni ideologiche e un Mediterraneo sempre più simile a un fronte di guerra, si avvicina alla tragedia. L’attacco dei droni anticipa l’abbordaggio, il sequestro, la malvagità vissuta nel porto di Hashdod, tra umiliazioni e disumanità. Poi in carcere a Ketziot, nel deserto del Negev. In gabbia come animali e in cella come criminali, tra sete, fame e rischi sanitari. La scena del giudice israeliano e del console italiano prima di raggiungere l’aeroporto spettrale di Eilat Ramon.
Un marinaio verso Gaza racconta dall’interno una delle missioni umanitarie più controverse e drammatiche degli ultimi anni. Senza retorica. Senza filtri. Con la voce ruvida e autentica di chi ha visto da vicino cosa accade quando la solidarietà incontra il potere. È il racconto di uomini e donne diversissimi che decidono di salpare sapendo che potrebbero non tornare. È il diario di una navigazione che diventa assedio, prigionia, resistenza. Ma soprattutto è la testimonianza sconvolgente di un uomo che, davanti all’ingiustizia, sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Perché arriva un momento in cui il silenzio diventa complicità. E allora anche una piccola barca può sfidare la Storia.
18,00 €
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Quando Fabrizio De Luca lascia Lucca per unirsi alla missione umanitaria e comandare la Seulle della Global Sumud Flotilla, non parte per eroismo. Parte perché non riesce più a restare fermo davanti alle immagini di bambini sotto le macerie, agli ospedali distrutti, alla sofferenza trasformata in abitudine dal mondo intero. È un marinaio, un padre, un uomo normale. E proprio per questo la sua scelta pesa come una condanna. Tra porti improvvisati, equipaggi fragili, notti di paura, sabotaggi, tensioni ideologiche e un Mediterraneo sempre più simile a un fronte di guerra, si avvicina alla tragedia. L’attacco dei droni anticipa l’abbordaggio, il sequestro, la malvagità vissuta nel porto di Hashdod, tra umiliazioni e disumanità. Poi in carcere a Ketziot, nel deserto del Negev. In gabbia come animali e in cella come criminali, tra sete, fame e rischi sanitari. La scena del giudice israeliano e del console italiano prima di raggiungere l’aeroporto spettrale di Eilat Ramon.
Un marinaio verso Gaza racconta dall’interno una delle missioni umanitarie più controverse e drammatiche degli ultimi anni. Senza retorica. Senza filtri. Con la voce ruvida e autentica di chi ha visto da vicino cosa accade quando la solidarietà incontra il potere. È il racconto di uomini e donne diversissimi che decidono di salpare sapendo che potrebbero non tornare. È il diario di una navigazione che diventa assedio, prigionia, resistenza. Ma soprattutto è la testimonianza sconvolgente di un uomo che, davanti all’ingiustizia, sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Perché arriva un momento in cui il silenzio diventa complicità. E allora anche una piccola barca può sfidare la Storia.
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