Aldo Santini

livornese purosangue (1922-2011), è considerato il giornalista livornese che più ha dedicato se stesso all’illustrazione di tradizioni, vicende, personaggi, curiosità della sua città. Un giornalista di alte qualità, uno scrittore di razza, un uomo di vasti orizzonti che ha illustrato Livorno prima con il suo lavoro e poi con le sue opere. Dopo gli esordi nel 1945 nel “Tirreno”, Aldo Santini è approdato nei primi anni ’60 in uno dei più popolari settimanali dell’epoca, “L’Europeo”. Come inviato ha seguito per decenni tutti gli avvenimenti più importanti a livello nazionale e internazionale. Scrittore facondo e prolifico (ha vinto anche il premio Campiello), ha scritto decine di libri, tra cui: Lavorando con l’Oriana Fallaci (Debatte, 2008) Il Sassicaia e i suoi compagni (M. Pacini Fazzi, 1998), La cucina fiorentina (Franco Muzzio editore, 1992), La cucina maremmana (Franco Muzzio editore, 1991), Chianti, amore mio (Franco Muzzio editore, 1995), Brunello, sei grande (Franco Muzzio editore, 1997), Nuvolari (Rizzoli, 1983), Carnera, l’uomo più forte del mondo (Mondadori, 1984), Ribot, un cavallo e il suo tempo (Mondadori, 1985), Costanzo Ciano, il ganascia del fascismo (Camunia, 1993), Mascagni: viva e abbasso (Belforte, 1985), Modigliani (Rizzoli, 1987), Tombolo (Rizzoli, 1990), Toscani contro Toscani (M. Pacini Fazzi, 1998), Il sigaro toscano (M. Pacini Fazzi, 2000), La Toscana dei santi e dei peccatori (M. Pacini Fazzi, 2001), Bolgheri, vino e poesia (M. Pacini Fazzi, 2002), Viaggio del ghiottone a Bolgheri e Castagneto (M. Pacini Fazzi, 2003).

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